
dapa:
Per fare un esempio analogo, attorno all’anno 0, viveva Seneca, l’uomo più ricco dell’impero romano, Nerone escluso. Per prepararsi all’eventualità di divenire povero, spesso lo stesso Seneca praticava la povertà. Ovvero il digiuno. Il digiuno è qualcosa di molto lontano dalla vera povertà, che invece consiste nel vivere il terrore quotidiano di non poter apparecchiare la tavola per i propri figli. Seneca, diciamocelo pure, praticava quella che oggi chiameremmo tutt’al più una dieta drastica. Come fanno molte quindicenni di tanto in tanto, nulla di eccezionale. Certo, con motivazioni diverse, ma sempre quello è. Alla solitudine vera, scrivete quel che volete, non ci si può preparare. Perché il problema della solitudine non è rimanere soli, ma vivere il terrore quotidiano di non trovare, prima o poi, qualcuno di simile. E quella che possiamo praticare, tutt’al più, è una dieta drastica di persone. Come appunto fanno molte quindicenni di tanto in tanto. È facile bastarsi, quando decidiamo da noi di voler stare soli. Bisogna imparare, penso io, a non voler insegnare come vivere agli altri.
Perdonate la nota a margine, Dapa.
Reblog per la nota a margine. :)
Anch’io rebloggo per la nota a margine :)
Ho troppi conflitti e troppi isterismi per riuscire a rapportarmi decentemente con gli altri.