Khalil Gibran (via inpuntadinote)
“ C’è nel mio cuore più di quel che ho sulle labbra,
c’è nel mio desiderio più di quel che ho tra le mani. ”
Khalil Gibran (via inpuntadinote)
“ C’è una voce bugiarda nell’angolo della mia mente, una voce che canzona chiunque. Povera gente che si affanna dietro inutili velleità e che non sa cosa costi la vita, la vita costa parole, costa fatti, bugie, la vita è l’ambiente della solitudine. ”
Alda Merini, L’anima innamorata (via inpuntadinote)
“ Se sul treno ti siedi
al contrario, con la testa
girata di là, vedi meno
la gente che viene, vedi
meglio la vita che va. ”
Vivian Lamarque (via misschouette)
“ Non basta aprire la finestra per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi per vedere gli alberi e i fiori.
C’è solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori;
e un sogno di ciò che potrebbe essere visto,
se la finestra si aprisse. ”
F. Pessoa (via untemporale) (via nives) (via filippocioni)
“ Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
….
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo ”
Eugenio Montale (via progvolution)
“ Il tempo corre più veloce dei treni,
e correndo lascia dietro di sé pezzi di persone, di cose, di pensieri,
di tutto ciò che costruisce quello che siamo e, al di là della memoria,
ridare vita a tracce e fantasmi è un esercizio sterile e vano. ”
Ugo Riccarelli, Il dolore perfetto (via inpuntadinote)
“ Il mondo passa accanto alla mia gabbia e non mi vede mai. ”
R. Jarrell > The Woman at the Washington Zoo | K. R. Jamison > Rapida scende la notte (via madamepsychosis) (via thesoftmachine) (via progvolution)
Bene, vediamo un po’ come fiorisci,
come ti apri, di che colore hai i petali,
quanti pistilli hai, che trucchi usi
per spargere il tuo polline e ripeterti,
se hai fioritura languida o violenta,
che portamento prendi, dove inclini,
se nel morire infradici o insecchisci,
avanti su, io guardo, tu fiorisci.
[Da “Pigre divinità e pigra sorte” di Patrizia Cavalli]
(via osenzatonsille) (via batchiara)
“ E se tutti noi fossimo
sogni che qualcuno sogna,
pensieri che qualcuno pensa? ”
fernando pessoa (via bittermemories) (via margherizla)
Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
È un risveglio che mai nel mattino ho provato
così vero: soltanto, mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più freddo accompagna
il mattino.
Son lontani i mattini che avevo vent’anni.
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
ne ricordo ogni sasso e le strisce del cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo
di esser io che passavo – una donna, padrona
di se stessa. La magra bambina che fui
si è svegliata da un pianto durato per anni:
ora è come quel pianto non fosse mai stato.
E desidero solo colori. I colori non piangono,
sono come un risveglio: domani i colori
torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
ogni corpo un colore – perfino i bambini.
Questo corpo vestito di rosso leggero
dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi
e saprò d’esser io: gettando un’occhiata.
mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,
uscirò per le strade cercando i colori.
[1933]
Cesare Pavese, da Lavorare stanca
(via darkpassenger)