Handle with care.

The girl with the glass of water.

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Posts tagged “poetry”

C’è nel mio cuore più di quel che ho sulle labbra,
c’è nel mio desiderio più di quel che ho tra le mani.

Khalil Gibran (via inpuntadinote)

C’è una voce bugiarda nell’angolo della mia mente, una voce che canzona chiunque. Povera gente che si affanna dietro inutili velleità e che non sa cosa costi la vita, la vita costa parole, costa fatti, bugie, la vita è l’ambiente della solitudine.

Alda Merini, L’anima innamorata (via inpuntadinote)

Se sul treno ti siedi
al contrario, con la testa
girata di là, vedi meno
la gente che viene, vedi
meglio la vita che va.

Vivian Lamarque (via misschouette)

Non basta aprire la finestra per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi per vedere gli alberi e i fiori.
C’è solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori;
e un sogno di ciò che potrebbe essere visto,
se la finestra si aprisse.

F. Pessoa (via untemporale) (via nives) (via filippocioni)

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
….
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo

Eugenio Montale (via progvolution)

Il tempo corre più veloce dei treni,
e correndo lascia dietro di sé pezzi di persone, di cose, di pensieri,
di tutto ciò che costruisce quello che siamo e, al di là della memoria,
ridare vita a tracce e fantasmi è un esercizio sterile e vano.

Ugo Riccarelli, Il dolore perfetto (via inpuntadinote)

moleskina: lacouronne: T.S. Elliot

moleskina: lacouronne: T.S. Elliot

Il mondo passa accanto alla mia gabbia e non mi vede mai.

R. Jarrell > The Woman at the Washington Zoo | K. R. Jamison > Rapida scende la notte (via madamepsychosis) (via thesoftmachine) (via progvolution)

Bene, vediamo un po’ come fiorisci,
come ti apri, di che colore hai i petali,
quanti pistilli hai, che trucchi usi
per spargere il tuo polline e ripeterti,
se hai fioritura languida o violenta,
che portamento prendi, dove inclini,
se nel morire infradici o insecchisci,
avanti su, io guardo, tu fiorisci.

[Da “Pigre divinità e pigra sorte” di Patrizia Cavalli]

(via osenzatonsille) (via batchiara)

E se tutti noi fossimo
sogni che qualcuno sogna,
pensieri che qualcuno pensa?

fernando pessoa (via bittermemories) (via margherizla)

Agonia

Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
È un risveglio che mai nel mattino ho provato
così vero: soltanto, mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più freddo accompagna
il mattino.


Son lontani i mattini che avevo vent’anni.
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
ne ricordo ogni sasso e le strisce del cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo
di esser io che passavo – una donna, padrona
di se stessa. La magra bambina che fui
si è svegliata da un pianto durato per anni:
ora è come quel pianto non fosse mai stato.


E desidero solo colori. I colori non piangono,
sono come un risveglio: domani i colori
torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
ogni corpo un colore – perfino i bambini.
Questo corpo vestito di rosso leggero
dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi
e saprò d’esser io: gettando un’occhiata.
mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,
uscirò per le strade cercando i colori.

[1933]

Cesare Pavese, da Lavorare stanca

(via darkpassenger)

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